Intervista agli artisti | Compagnia LuPa
Come nasce l’arte? Come nasce l’arte performativa? Come nasce uno spettacolo? Come nasce uno spettacolo di circo contemporaneo? Una finestra sul circo contemporaneo: racconti di periodi di residenza artistica.
Incontriamo Lucia e Paolo della compagnia LuPa, giocolieri. Hanno utilizzato gli spazi di OfficinAcrobatica per il loro periodo di Residenza Artistica e, come di consueto, gli abbiamo organizzato una piccola intervista per parlare di sé, del loro percorso artistico e del loro progetto work-in-progress.
Chi siete e di cosa vi occupate?
Ciao a tutti, siamo Compagnia Lupa siamo due giocolieri arriviamo io (Paolo) da Torino e Lucia da Roma.
Come vi siete avvicinati al mondo del circo contemporaneo e alla giocoleria?
[PAOLO] Io ho scoperto la giocoleria all’età di sedici anni circa a causa di un professore di educazione fisica a scuola, al liceo, ahimè non ci faceva fare calcetto ci faceva fare tante altre cose tra cui la cosiddetta coordinazione oculo- manuale. Poi fortuna vuole che vicino casa mia c’era la bellissima convention di giocoleria di Imbersago e quindi le due cose si sono unite. Ho conosciuto questa fantastica pratica della giocoleria e così è nato questo amore con questa disciplina del circo.
[LUCIA] Io invece ho iniziato prima a studiare gli attrezzi del fuoco quindi le bolas e il bastone e poi nella scuola professionale “Materia viva” a Roma, dove ho conosciuto Paolo, ho iniziato a giocolare con le palline che è l’attrezzo che, adesso, portiamo in scena insieme.
Come nasce il vostro duo?
[LUCIA] Noi abbiamo fatto una formazione insieme a Roma, poi dalla formazione, è nato un progetto con la compagnia dell’accademia. In questo progetto poi è nato il sodalizio. Finita l’accademia, finito il progetto dello spettacolo abbiamo deciso di iniziarne uno nostro che fosse autonomo. Così è nato questo spettacolo.
Su cosa vi state concentrando qui a OfficinAcrobatica?
[LUCIA] Siamo qui ad Officina perchè cerchiamo sempre spazi di residenza in cui incontrarci perchè, vivendo in città diverse, abbiamo bisogno di luoghi d’incontro e spesso essere ospiti in altre realtà ci permette di metterci in contatto con situazioni nuove, stimoli nuovi, incontrare artisti e artiste fuori dal nostro network più locale e, inoltre, di lavorare in una zona neutra che ci consente anche di sviluppare una concentrazione che altrove non potremmo avere.
Che cosa tratta il vostro spettacolo?
[PAOLO] All’interno del nostro spettacolo ci sono la relazione, la caduta dell’oggetto e la relazione con esso. Diciamo che è ancora tutto un divenire.
[LUCIA] Sicuramente è ancora un processo in divenire e le residenze ci permettono anche di mostrare al pubblico quello che è un percorso intermedio e quindi di riorganizzarci pian piano che capiamo la direzione.
[PAOLO] Al centro della creazione, in questo momento, stiamo affrontando la relazione che hanno i due performer tra di loro, in scena, che a volte può essere quella che abbiamo noi al di fuori, o possono essere tante altre storie, e la relazione che c’è con la caduta dell’oggetto che è un po’ questa spina nel fianco che hanno tutti i giocolieri dentro e fuori la scena.
Pensieri liberi sul circo contemporaneo!
[PAOLO] Il circo contemporaneo per me son tutte quella carrellata di domanda che mi faccio ogni volta che esco da una sala, forse è questo il bello del circo contemporaneo che non devo raccontare per forza una storia ma che può solamente influenzare quello che vivo al di fuori della platea.
[LUCIA] Io posso dire che faccio circo contemporaneo perché mi fa star bene praticare questo nella mia vita e penso che anche il ruolo dell’artista di circo contemporaneo sia un ruolo di responsabilità perché ha la possibilità di presentarsi ad un pubblico, come tutte le forme d’arte e quindi deve essere fatto in maniera responsabile.
