Editoriale 2025 di Silvia Salvadori – Che cos’è OfficinAcrobatica oggi?
Da un’idea nel cuore, alla comunità che siamo oggi e la rotta del nostro domani.
Riflessioni e pensieri della direzione per tutti coloro che hanno fatto parte, anche solo per un giorno, a ciò che OfficinAcrobatica è oggi per la città di Bologna e il settore del Nouveau Cirque.
Ciao, sono Silvia, fondatrice e direttrice di OfficinAcrobatica.
Il 2025 sta per finire e ho voluto prendermi un attimo per riflettere su questo anno davvero ricco.
L’ho fatto scrivendo una lettera per tutti coloro che transitano da questo luogo, quindi anche per te.
Sono partita da una domanda che voglio farti: che cos’è per te, OfficinAcrobatica?
Lo sai che poco più 4 anni fa non esisteva niente di tutto ciò?
Ogni tanto, ancora mi stupisco di quanto Bologna abbia accolto un’idea: la proposta di linguaggi nuovi. Il circo contemporaneo, con la sua forza poetica e la sua libertà espressiva, è uno di quei linguaggi che sembrano trovare terreno fertile, come se persone e luoghi sapessero riconoscerne i bisogni e il valore. Eppure, mi sorprende ancora la naturalezza con cui un sogno nella mia testa si sia trasformato in movimento, poi in un percorso, poi in una piccola magia per tanti di noi.
Il nostro progetto nasce così: come un sogno nel cassetto di una 18enne, custodito per anni in un angolo silenzioso della propria vita. Un sogno semplice e allo stesso tempo enorme: creare uno spazio dove il movimento potesse essere vissuto non come un’eccezione, ma come una forma d’arte quotidiana, vicina alle persone, capace di parlare al corpo e alle emozioni, di guarire le ferite, di avvicinare le anime. Ricordo perfettamente il primo giorno in cui ho osato dirlo ad alta voce: “Vorrei creare a Bologna un polo di circo contemporaneo.” Volevo dare a Bologna, la mia città, uno spazio di creazione e vibrazione che mancava, e al tempo stesso volevo dare al circo una casa che non fosse solo Torino*. Avevo 35 anni quando trovammo il luogo dove andare a piantare i primi semi, da allora il sogno ha iniziato a respirare.
Da quel momento sono successe tante cose, alti e bassi, inclusa una totale ripartenza a gennaio 2023 che in verità mi ha fatto tremare davvero. Oggi, che di anni ne ho quasi 40, quel sogno non è più mio soltanto. È diventato nostro. È diventato di chi entra in sala la mattina presto per provare in silenzio, di chi arriva dopo il lavoro per ritrovare un po’ di sé in mezzo all’aria, ai sorrisi e ai movimenti, di chi assiste a uno spettacolo e scopre un’emozione che non sapeva di cercare. È diventato della comunità che si è formata attorno a questo luogo – una comunità fatta di relazioni, di possibilità, di incontri inaspettati che sembrano nascere da una trama invisibile, ma molto reale. È diventato dello staff tutto, che ogni giorno dà vita a queste mura, le vive e ne trae vita.
Il circo contemporaneo è questo: un mix di discipline che sfidano i confini e uniscono linguaggi diversi. Ed è un dono vedere come Bologna lo accoglie, lo ascolta, lo sostiene. Certo, le sfide non mancano: gli spazi, le risorse, la riqualificazione, la necessità di far conoscere al pubblico italiano una forma d’arte ancora giovane. Eppure ogni difficoltà, negli anni, è diventata occasione per crescere, per imparare, per stringere alleanze, per scoprire che non siamo soli.
Le opportunità che si aprono davanti a noi sono tante: collaborazioni, percorsi formativi di alto livello, progetti inclusivi, spazi di creazione e produzione artistica, nuovi modi di abitare gli spazi urbani, di dialogare con artisti e cittadini, di creare arte, la possibilità di immaginare che questo stesso spirito possa germogliare anche altrove.
Bologna sta diventando, passo dopo passo, una delle voci più vive del circo contemporaneo italiano e sapere di contribuire a questo processo è una responsabilità che accogliamo con gratitudine.
Ciò che però mi emoziona più di tutto è ciò che il circo ha generato attorno a sé: un senso di appartenenza. Una comunità che si guarda, si sostiene, si riconosce. Una rete di persone che scoprono l’idea che l’arte possa essere un modo di vivere la città, di attraversarla, di trasformarla.
In questo 2025 sono successe tante cose..alcune ben note, altre dietro le quinte.. vediamo se ce le ricordiamo tutte?
Alla luce del giorno e delle notti, subito pensiamo a:
i nostri allievi, dai 3 ad 85 anni (si queste le età dei nostri acrobati) : siete quasi 400 che ogni giorno ci danno un motivo per aprire quella porta e regalare un sorriso, una frase di motivazione, lo stupore di un apprendimento. I corsi, le formazioni semi professionali incluso il nuovo percorso Master, i centri estivi, i progetti sognati e mai partiti e quelli più gettonati. Uno staff insegnanti pazzesco che vi guida agli obiettivi che neanche pensavate possibili
i tanti artisti, le 20 compagnie ospitate in questo 2025, tante creazioni, tante interviste, tante performance che hanno saputo stupirci. È una gioia vedere come lo spazio si animi di artisti provenienti da ogni parte d’italia e d’Europa, per trovare un tetto e una casa per creare
spettacoli pazzeschi, 22 tra Cabaret, Restituzioni di Residenze, saggi, i primi Palchi Aperti, dentro le sale e fuori nel parco, per continuare a mettere luce laddove vi era ombra al DLF, e fuori dal nostro habitat in collaborazione con Artincirco, Circosfera, Purple Cats, come altri anni è stato con Arterego, Comune di Bologna e altri partner e presto con Eden.
le convention, 3 eventi enormi, che hanno fatto vibrare le sale e i nostri cuori. Amarcord in primis, tanto quanto quelle organizzate in partnership: Spaghetti, guidata da Auro Beretta e i suoi soci di Horizontal e Piedintesta da Sara Berni.
Il progetto Betulla e il suo primo evento su inclusione e disabilità con Arca di Noè
Il ricordo della prima Tavola Rotonda, sbobinato per metterlo a disposizione in ogni momento e riflettere ancora con colleghi del settore sul ruolo sociale di ciò che facciamo. Questo è stato poi riproposto anche lo scorso Settembre sempre con lo stesso intento, ospitando testimonianze preziose anche da Gaza.
le collaborazioni con i bailarinos* e non solo che fanno vibrare della loro energia positiva le sale di Offi: la danza contemporanea di Architetture di Corpi, le Milonghe. Rayuela, Swing e Boogie delle Swing for Fun, l’Ecstatic Dance di Ecstatic Grooves, e lo scherma medievale della Società D’Arme Major Militia. Sapervi felici sotto il nostro tetto ci rende felici, speriamo che la sentiate un po’ casa anche voi.
la collaborazione continua con Juggling Magazine di Adolfo Rossomando, luogo di approfondimento della cultura del mondo circense
Queste invece pochi le sanno ma per noi vogliono dire tanto:
iniziamo con una squadra organizzativa pazzesca che ogni giorno si migliora unita ad una squadra insegnanti con il cuore grande e un livello altissimo; alcuni che vanno, altri che vengono, tanti che restano, chi evolve, chi respira, chi non prende fiato mai, quest’anno siamo 25, di cui il 75% donne e tuttæ noi insieme in movimento nel corso dell’anno, come tanti atomi di una sola cellula, abbiamo potuto generare ciò che a voi arriva.
la rigenerazione continua dello spazio: tavolette del water, muri dipinti, tendine, riparazioni infinite, il pavimento di sala nera, giornate di magnifiche collaborazioni, la nuova centrale termica che fatica ad andare a regime, un distributore d’acqua per tuttæ, l’efficientamento energetico delle luci, il riuso e sistemazione di arredi, la pulizia e rigenerazione continua del parco.
la ricerca di finanziamenti: il bando FESR dell’Emilia Romagna per l’Impatto Sociale ha monopolizzato le energie dell’anno: attivato, implementato, rendicontato e chiuso. Una lavoro notevole, che ci ha dato grandi opportunità e una bella soddisfazione: ci ha permesso specialmente di attivare alcuni grandi progetti sullo spazio (vedi sopra). Per questo un grande grazie va a Francesca Napoleone
ricordiamo anche i ladri, in più episodi, la paura, i pc, telefoni e succhi volatilizzati, le chiamate ai carabinieri, la raccolta fondi che ci ha riempito il cuore e ci ha permesso di installare l’allarme, le notti svegliata dall’allarme, le corse, gli aiuti dei vicini, le arrabbiature e la gratitudine
Poi un progetto di grande valore per noi, la “VIS”, ovvero Valutazione di Impatto Sociale*, un’analisi, divenuto un documento, meraviglioso e preziosissimo, nato sotto la guida di Julia Hoffman, che ci ha permesso di far luce sul Cambiamento che davvero stiamo generando (di cui vi parleremo presto).
Un avvento importante è l’ingresso del Comune di Bologna quale proprietario dell’area, dunque il nostro nuovo affittuario. Aspettavamo questo momento da lungo tempo, le voci erano nell’aria da parecchi decenni*, i tanti sopralluoghi, le prime riunioni, le attese di risposte, la felicità e le delusioni, ed ora in trepidante attesa di vedere cantieri e di parlare davvero di progetti e di futuro con il nostro nuovo interlocutore, grati che apprezzino ciò che facciamo.
Ci sono anche alcune iniziative dietro le quinte, come gli eventi privati con pillole di circo: compleanni, lauree, ricorrenze, ogni occasione è buona per aggiungere quel tocco di magia che conosciamo.. ed ora il nuovo annuncio, la proposta dei Team Building alle realtà aziendali
Non dimentichiamo una quantità di comunicazioni che non si immaginano, tra grafiche e video, messaggi..e le tante ore in riunioni, per studiare i prossimi calendari , a pensare come rispondere alle esigenze di tuttæ, risolvere situazioni belle e brutte, a programmare eventi, iniziative, imparare come applicare le leggi, sistemare contabilità e numeri, ascoltare le persone e le idee, tirarsi su dopo una batosta e continuare a sognare il futuro. Tutto questo ho cercato di coordinarlo come fosse un’orchestra, con qualche stecca ovviamente, un sorriso e una ripartenza per creare ogni giorno un incredibile miglioramento e armonia.
Tutto questa esperienza, unita alle mie competenze pregresse ha reso OfficinAcrobatica un esempio di cui parlare anche tra i banchi universitari dove sono invitata per testimoniare il percorso e gli strumenti utilizzati, così come alla Bologna Business School, o anche le chiamate ricevute per chiedere come si fa, richieste di consulenze da chi come me ha un sogno.
Siamo no profit, e tutto ciò che facciamo ha un solo scopo: creare impatto, che sia sociale, culturale, professionale, educativo, ambientale. È il nostro unico scopo e continueremo a farlo nello stesso modo. E allora guardiamo al futuro con la stessa fiducia con cui, anni fa, ho guardato quel sogno nel cassetto. Vogliamo crescere, consolidare il nostro lavoro, immaginare nuovi spazi, nuove possibilità, un giorno un corso di formazione professionale, forse una rassegna di spettacoli, magari uno spazio di produzione artistica, nuove collaborazioni, forse percorsi che ancora non sappiamo nominare. Ma soprattutto vogliamo continuare a farci guidare dalle persone, dai loro bisogni, dai loro talenti, dalle loro storie.
A chi ci sostiene, a chi ci segue, a chi crede che il circo possa cambiare il modo in cui guardiamo il mondo: grazie.
Siete voi la prova vivente che un sogno può diventare comunità.
E che una comunità, quando si muove insieme, può diventare futuro.
Con fiducia,
Silvia
Un enorme GRAZIE per questo 2025 a Camilla, Marianna, Lara, Ilaria, Carlotta, Eleonora, Sara B., Elena, Gloria, Valentina, Arianna, Ramona, Lorenzo, Paola, Maria, Auro, Giacomo, Virginia, Rosita, Carole, Riccardo, Nuvola, Gianluca, Gianmarco, Simonetta, Alessia, Vania, Fiorella, Dan, Andrea, Nicola, Simona, Agostina, Gilda, Sara R., Cristina, Isabella, il Comune di Bologna.
Note dell’articolo:
* in italia, il polo di Circo Professionale è a Torino..fino a oggi, domani chissà. 🙂
* “bailarines” il loro vero nome, erroneamente ed amorevolemente chiamati da me bailarinos
* Le vicende legate all’acquisizione del Dopolavoro Ferroviario da parte del Comune vanno indietro a una delibera comunale del 1974
